venerdì 6 aprile 2007

Guide dalla quattordicesima alla diciottesima e... esame!!!

Presumo che vi eravate abbondantemente rotti le scatole di leggere la cronaca delle mie lezioni di guida; bene, ragazzi, sull'argomento motori ora si cambia fase, perché ieri ho preso la patente!!!

Nelle ultime esercitazioni qualche errore continuava a preoccuparmi, specialmente quando ancora pochi secondi e non mi accorgevo di un semaforo o di un divieto di accesso, oppure quando controllavo la situazione di una rotatoria troppo in anticipo, entravo ed ero sul punto di mancare la precedenza. Con i parcheggi finivo sistematicamente troppo distante dal marciapiede - quella volta in cui se non mi fermava Gianluca ci finivo addosso aveva lasciato un grosso segno - tranne quando partivo con l'idea che li avevo già fatti e li sapevo fare!

Alla fine della diciottesima lezione, il giorno prima dell'esame, devo dare il cambio a Silvia. Sentendo le urla di Gianluca su come afferra il cambio, per non parlare di quando fa spegnere l'auto in partenza, immagino si tratti di una delle sue prime guide, e invece anche lei ha l'esame il giorno dopo. Di conseguenza mi chiedo: anch'io guido così male o sono messo meglio di quanto creda?

Ed eccola, la mattina dell'esame. Ho dormito tranquillamente, ma da poco prima di andare a letto ho un dolore alla spalla destra che va e viene, e mi preoccupa un po'. In autoscuola mi aspetta Paola - l'istruttrice che mi ha seguito all'inizio - con Paco, che ricordo dalle lezioni di teoria. Paola gli fa provare qualche parcheggio a S. Agostino prima che ci muoviamo verso il punto di ritrovo, dopo aver caricato anche Marisol e Francesca. A quest'ultima ho dato più volte il cambio, alla fine di un'esercitazione; la prima volta mi sembrava piuttosto a buon punto, ed era appena alla seconda guida! Quando me lo dice, io commento "e sei riuscita a non spegnere mai la macchina alla seconda guida?" e Paola "ha avuto tempo dopo!"
Francesca è decisamente la più tesa, anche perché il suo bambino l'ha tenuta sveglia assai. Volevo tenermelo per me, ma quando Francesca mi stringe la mano decido di mettermi un po' alla berlina raccontando di aver sognato, poche ore prima, di essere in auto e non riuscire a fermarla perché non arrivavo col piede alla frizione!

In tutto siamo sei candidati - ci sarà anche Silvia, ma la preleveranno più tardi. Prima dell'esame, gli istruttori ci fanno fare un breve riscaldamento, e lì sono io che faccio spegnere l'auto, e ad un incrocio si potrebbe dire che ho mancato la precedenza. Ok, mettiamola così: ho sbagliato al warm-up, per cui in gara andrà tutto bene.
Per primi sono esaminati i quattro allievi di Paola. Così, in attesa, restiamo solo io e Alessandro, un ragazzo di Napoli. Entriamo nel bar lì dietro: io faccio la colazione che a casa non ho fatto. Il più impaziente sembra lui, almeno per i primi tre quarti d'ora; io cerco di mascherare chiacchierando e ogni tanto dando una sbirciata ai quotidiani - l'esame lo farò con il Padova nella tasca posteriore destra! - ma non posso negare che anch'io non vedo l'ora che Gianluca e gli altri siano di ritorno.
Purtroppo, non a tutti i primi quattro la prova è andata bene. Appena Gianluca dice "il primo si prepari!" non guardo nemmeno Alessandro, e salgo. Questi sale con Paola, che ci seguirà.

Si parte. È Gianluca, e non l'esaminatore, a darmi gli ordini. Rampa verso il lungargine Ziani, poi a sinistra in ponte Voltabarozzo, via Facciolati, e poi a sinistra. Ricordo di guardare bene lo specchio mentre mi porto a sinistra della corsia, tutto giusto. Incrocio lo sguardo di Paola nello specchio; ricorderà le mie prime volte, quando andavo in panico ogni volta che dovevo ripartire? In un vicolo cieco è il momento di inversione e parcheggio. Mentre accosto per preparare l'inversione sto per andare un po' troppo a destra; Gianluca mi fa un cenno e io mi fermo. Inversione ok - oh, le ho imparate sulle stradine di campagna - e al momento di parcheggiare so cosa devo dirmi. E difatti viene perfetto!
Si prosegue lungo una strada dallo strano disegno (via Vergerio, o lì vicino), piuttosto stretta, con in fondo una rotatoria che solo Dio sa a cosa serva. (Gianluca, in esercitazione, scherzava dicendo che sono loro a dare le mazzette al Comune perché metta punti difficili sulle strade, ma qualche dubbio è venuto pure a me.) Nel warm-up mi era capitato di vedere solo all'ultimo momento (causa scarsa visibilità dell'incrocio) un'auto in avvicinamento (che aveva la precedenza), e di non essermi fermato pensando di poter passare in tempo. Gianluca mi aveva detto che con un errore del genere sarei stato bocciato; mi capita la medesima situazione ora, e stavolta mi fermo. Visto?
L'esaminatore pare non amare troppo la mia abitudine a fare la radiocronaca delle mie azioni: "guardi, facciamo ancora un minuto se sta zitto, cinque se parla!"
Siamo all'incrocio tra via Leopardi e via Manzoni, fermi al semaforo. È cioè il momento della partenza in salita. Devo mordermi la lingua. Manca pochissimo, ma non è finita e potrebbe arrivare l'errore fatale. No, non succederà. Sono partito già in salita, e su strade ben più ripide. La so fare.
E la faccio. Gianluca mi fa accostare alla fermata dell'autobus in via Cavazzana. C'è un foglio da firmare.
Da dietro mi giunge un tesserino rosa: "Tenga, e stia zitto!"

Anche per Alessandro tutto ok; per Silvia invece non so, perché Paola ci ha riportati in autoscuola.
Ma una cosa è certa: tutto ciò mi mancherà.

Canzoni del giorno: Evanescence - Going Under; e la canzone che ho sentito aspettando al bar, Paolo Meneguzzi - Musica.

5 commenti:

  1. .... buona pasqua!!! :D

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  2. MITICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!XDDDDD
    Buona Pasqua!!!!!!!

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  3. Tanti cari auguri di Buona Pasqua, Marco!
    AnnaV

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  4. Ottimo!adesso puoi farci il resoconto delel tue guide con la patente?!

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  5. UUUUHHH!!! mi ero persa il giorno dell'esame!!
    Bravo!!
    Ma...
    STAI ZITTO!!
    hehehe.

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