Visualizzazione post con etichetta nuoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nuoto. Mostra tutti i post

mercoledì 1 agosto 2012

In treno all'alba (aspettando la spiaggia)



Ieri sono ufficialmente cominciate le mie vacanze. Su un sedile del notturno Padova-Roma: scelto per risparmiare, con una non trascurabile dose di masochismo.

Dormire lì dentro è un'impresa impossibile, almeno per me. Ma l'Appennino sotto le stelle la vale. Così come la colazione nell'atmosfera surreale della stazione Termini alle 6.10 antimeridiane.

È la terza volta che un treno notturno che prendo arriva in anticipo. Non è che poi Trenitalia si gasa e finisce come la Pellegrini ieri sera?

A tale proposito, con mio cugino sky-munito, ho visto un bel po' di Olimpiadi. E ho goduto, quando miss ghe sboro ha perso. Lei che non ha voluto portare la bandiera (ma gliela offriranno di nuovo, a Rio). Lei che non può stare senza sesso (e senza farcelo sapere). Ho goduto anche se tifavo per Missy Franklin e anche lei è finita fuori dal podio.

Ormai non riesco a vedere un atleta italiano senza pensare all'Isola dei famosi. Vedevo Valerio Aspromonte che si sistemava i capelli tra una stoccata (subita) e l'altra e sentivo la voce di Simona Ventura.

L'immagine del giorno sono però le lacrime di Chad Le Clos. Forse non si è ancora reso conto di aver battuto l'uomo che ha vinto 8 medaglie a Pechino, per non parlare di Atene e Sydney.

Canzone del giorno: Coldplay - Charlie Brown.

sabato 30 luglio 2011

In spiaggia all'alba (5) - Moniek Nijhuis



Non sono di certo felice che Moniek Nijhuis, 23enne nuotatrice olandese, plurimedagliata agli Europei in vasca corta, sia rimasta esclusa dalla finale dei 50 rana. Però sarebbe stato difficile premere il tasto mute esattamente nell'istante in cui i nostri telecronisti avessero pronunciato il suo cognome.

Nijhuis contiene non uno, ma due dittonghi. Di cui nessun telecronista conosce la pronuncia esatta. E se il primo si impara in fretta ("ei"), il secondo è una bestia nera, gente. Inutile cercare di spiegarvelo per iscritto: cercate un audio, un video... dove venga pronunciato huis (casa) o ui (cipolla) e lo saprete. Azzardo, dicendo che passare da una o aperta alla prima vocale di ui è, più o meno, come passare da a alla vocale di and.

In ogni caso, con quello che li pagano, è troppo chiedere ai telecronisti 10 minuti - tanto ci ho messo io per impararlo - di allenamento fonologico?

Canzone del giorno: Modà - Vittima.

mercoledì 27 luglio 2011

In spiaggia all'alba (3)

Avendo, causa riaddormentamento, dovuto preparare la borsa in tutta fretta domenica mattina, ho portato con me solo Circolo chiuso. E ora che sono a pagina 218 (di 400) comincia a salirmi il panico da niente-da-leggere. Qui ci sono diversi Urania e Segretissimo che, onestamente, non mi ispirano granché; per il resto, i miei zii, benché accaniti lettori, non hanno portato molti volumi. Posso fare come l'amica che è diventata celebre, nella sua comitiva, per essere arrivata in spiaggia con Dostoevskij. C'è Orgoglio e pregiudizio, ma l'ho già iniziato in inglese e non intendo fare il downgrade. Posso sputtanarmi definitivamente con I love shopping per il baby - i precedenti episodi li ho letti tutti, e anche Sai tenere un segreto? e anche La regina della casa. Oppure posso darmi all'Ombra dello scorpione - a casa ne ho una copia, nel realistico caso non dovessi terminarlo.

Nel frattempo, seguo i mondiali di nuoto di Shanghai. E sì, lo dico: speravo che l'odiosissima Pellegrini perdesse. Ora attendo la finale dei 50 rana, dove è in gara Fabio Scozzoli. Nei 100 stile libero Magnini è fuori dalla finale. Oh, quanto mi dispiace. Tranquillo Filippo, c'è sempre l'Isola. Ma guardati da Dotto.

Canzone del giorno: Shinedown - If You Only Knew.

sabato 30 agosto 2008

Cosa (mi) resterà delle Olimpiadi?

La malinconia, che pervadeva il Nido d'Uccello mentre in cima si spegneva la fiaccola, è ormai roba vecchia. Le polemiche per la squinternata copertura televisiva? Affogate nella furia dei calciofili terrorizzati all'idea di non poter vedere, la domenica sera, i gol della propria squadra del cuore. (La cosa non avrebbe fatto piacere nemmeno a me, però giusto qualche domenica, per vedere di nascosto l'effetto che fa...) Manca solo il contro-esodo di questo fine settimana e la (relativa!) ripopolazione del dipartimento di fisica, e tutto sarà tornato alla normalità.

Allora, cosa mi resterà di questi Giochi della XXIX Olimpiade?

Non Michael Phelps che, anzi, mi veniva solo da compatire quando non festeggiava una medaglia d'oro, essendo all'inseguimento del record di Mark Spitz.

E nemmeno Usain Bolt. Non per dare ragione a Jacques Rogge, ma le sue gigionate pre e post-gara le trovo assai urticanti - è lo stesso motivo per cui non ho mai sopportato Valentino Rossi. E, francamente, i suoi record mi hanno emozionato quanto una puntata di Porta a porta.

Non so voi, ma io in una gara cerco lo scontro, la lotta all'ultimo centimetro. Ad Atlanta 1996 Donovan Bailey pure stabilì il record dei 100 m (9" 84), ma con una meravigliosa rimonta su Ato Boldon, partito a razzo. E Michael Johnson, che pure strabiliò tutti con quel 19" 32 sui 200, alle spalle aveva un certo Frankie Fredericks, capace di un 19" 68.

No. Ho tre volti per queste Olimpiadi - uno per ciascuno dei miei sport preferiti: ciclismo, nuoto e atletica - e tutti appartengono ad abitanti del pianeta Terra, probabilmente già caduti nel calcistico oblio.

Sanchez in lacrimeIn ordine cronologico, il primo nome è Samuel Sánchez.
È associato a una piccola delusione - piccola per noi, grande per Davide Rebellin. Ma l'ovetense ha dato una lezione a tutti coloro che lo consideravano un perdente, e le sue lacrime sul podio di Juyong Pass sono bastate per togliermi qualunque senso di colpa per la decisione di non boicottare la visione dei Giochi.

Secondo nome: Rebecca Soni.
Dopo le gare di rana, a queste Olimpiadi, si doveva sentire un solo inno: Advance Australia Fair (musicalmente, uno dei miei preferiti!). E la padrona si chiamava Leisel Jones, 23 anni, primatista mondiale e plurimedagliata alle rassegne iridate di Montréal e Melbourne.
Nei 100 m il copione è perfettamente rispettato. La nuotatrice di Katherine si impone con più di un secondo e mezzo di vantaggio sulla medaglia d'argento: per l'appunto, Rebecca Soni, statunitense d'origine ungherese.
Rebecca Soni e Leisel JonesInvece, nei 200 m, la sorpresa. Soni è nella corsia a destra di Jones, e le si mette subito alle costole. L'australiana probabilmente pensa di scrollarsela di dosso alla seconda vasca, ma Rebecca non molla, anzi guadagna. E nell'ultima vasca sorpassa una Jones sfinita, e come se non bastasse conquista pure il record del mondo: 2' 20" 22.
(Che probabilmente non avrà lunga vita, però insomma...)

Terzo nome: Tia Hellebaut.
Ho detto che in una gara io voglio emozioni; costei, ai mondiali indoor dello scorso marzo, era riuscita a rendere emozionante perfino la più scontata delle conclusioni: quella del pentathlon (l'equivalente al coperto dell'heptathlon). Non che la gara multipla non meriti attenzione, tutt'altro; ma di norma, alla vigilia dell'ultima prova, la capoclassifica è ormai irraggiungibile. Al Luis Puig Palace di Valencia, tuttavia, la britannica Kelly Sotherton si preparava, negli 800 m, a strappare il primo posto all'occhialuta belga, che lo mantenne per appena 15 punti.

Ma torniamo a Pechino. Siamo alla penultima giornata dei Giochi, l'ultima dell'atletica in pista.
Basta fulmini giamaicani; è tempo di raffinatezze: il salto in alto - a causa di un infortunio alla spalla, Tia Hellebaut non può lanciare il giavellotto e quindi partecipare al suo heptathlon.
Anche qui sembra tutto già preordinato. Blanka Vlašić, ventiquattrenne di Spalato, è la numero uno del mondo. La sua tecnica è invidiabile, e non sbaglia una misura. Tia, seconda in classifica e ancora in gara ai 2,05 m, sembra lì giusto per stuzzicarla il tanto che basta affinché attacchi con successo i 2,09 m del primato mondiale.
A Blanka tocca per prima, e sbaglia.
Hellebaut esultaTia no, ed è il sorpasso - oltre che il suo primato. Ma ci sono ancora i 2,07 m.
Blanka è un po' disturbata dalle premiazioni... errore ai 2,07 m.
Tia sbaglia pure.
Blanka è nervosa, e i giudici che le annunciano che ha del tempo in più la infastidiscono ulteriormente. Altro errore.
Tia passa: per Blanka non c'è pausa.
Terzo errore. E in Belgio arriva la prima medaglia d'oro dell'atletica!

Hellebaut festeggia

Non so se l'anno prossimo, ai mondiali di Berlino, Tia sarà ancora sul gradino più alto. Forse la spedizione cinese, per lei, è stata la gara della vita; come lo fu quella ateniese per Kelly Holmes.
Ma è difficile che un atleta che vince in questo modo, e a 30 anni compiuti, si monti la testa. Comunque vada, Tia resterà sul pianeta Terra; e per questo la potrò continuare a tifare.

Canzone del giorno: The Strokes - You Only Live Once.

martedì 29 maggio 2007

Vietato in spiaggia (e altrove)

Ieri il Corriere riprendeva un servizio della trasmissione inglese The Clothes Show che indicava cosa è assolutamente out in spiaggia - e alcuni consigli direi che sono validi anche in città, viste le temperature che già adesso abbiamo.
Per noi maschietti pare siano sconsigliati gli slip da bagno, come quello di Grant Hackett (ma io posso: dell'attuale detentore del record dei 1500 stile libero una dozzina d'anni fa ero collega, ghgh), i gioielli d'oro e le magliette da calcio.
Ma, dico io, c'è bisogno di un'inchiesta per convincerci a non indossare i sandali con i calzini?

Canzone del giorno: Nada Surf - Blizzard Of '77.

giovedì 29 marzo 2007

Laure Manaudou

Che devo dire, che me l'aspettavo? Sì, me l'aspettavo. Non posso essere dispiaciuto visto che la transalpina è una per cui faccio il tifo: quello che non mi aspettavo era che costei abbassasse di quasi un secondo il nuovo record della Pellegrini, superata pure dalla tedesca Annika Lurz.
Non so poi chi abbia eletto l'atleta di Mirano "pin-up del nuoto italiano" ... mi auguro che lei non si faccia tentare, vista la fine (sportiva) che ha fatto Massimiliano Rosolino. Detto fra noi, poi, io come pin-up sceglierei Chiara Boggiatto; e voi?

Canzone del giorno: The Coral - Eskimo Lament.

martedì 27 marzo 2007

Federica Pellegrini

Finalmente riesco a vedere un po' dei mondiali di nuoto di Melbourne! Giustamente mi sono perso la medaglia d'oro della mia beniamina, Laure Manaudou, nei 400 stile libero. Ma oggi arrivo giusto in tempo per vedere Federica Pellegrini diventare primatista del mondo dei 200 stile libero: nella semifinale ha abbassato di 17 centesimi l' 1' 56" 64 di Franziska Van Almsick. Sì, ho scritto bene: Franziska Van Almsick, e il suo record resisteva da cinque anni.
Federica ovviamente è la favoritissima della finale di domani: io mi auguro solo che la sua imprecazione di fine gara, domani, abbia lo stesso significato di oggi; a buon intenditor...
E mi sono perso pure Michael Phelps che cancella il record di Ian Thorpe - ma che peccato non vederli affrontarsi! - nella medesima specialità: vedrò di non perdermelo domani nella finale dei 200 farfalla. Se me lo trovassi di fronte la prima cosa che gli chiederei è: perché hai tradito le super-cuffie per quegli anonimi auricolari?
In compenso, rifarsi gli occhi con Natalie Coughlin - altro primato abbattuto, ma questo già le apparteneva - valeva un Phelps.

Canzone del giorno: Dido - Hunter.