domenica 24 dicembre 2006

4ª d'Avvento

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Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace;
grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre. (Isaia 9, 5-6)

mercoledì 20 dicembre 2006

Gran Galà ciclistico 2006 (2)

Davide Rebellin e Daniela PederivaAnche Damiano Cunego riesco finalmente a conoscere: è tutta un'altra persona, ora che è stato tra i protagonisti del Tour de France - secondo sull'Alpe d'Huez, dietro Frank Schleck, e vincitore della maglia bianca, come miglior giovane - rispetto al tenero ventenne che due anni fa annegava in quel rosa, che spero d'ora in avanti sia un fardello meno pesante da portare. Davide Rebellin (nella foto con Daniela Pederiva, conduttrice di Radio Conegliano) non si riesce ad avvicinare: troppo richiesto dai giornalisti per le interviste.

Nino Schurter e Ralf NafAl contrario, due ragazzi seduti vicino alla finestra non se li fila proprio nessuno. Non parlano italiano: sono svizzeri di lingua tedesca, ma in inglese ci capiamo perfettamente; si chiamano Nino e Ralf e sono due bikers.
Scambiamo qualche parola: oltre alle solite cose che si chiedono ai ciclisti, chiedo loro (invano) se hanno mai conosciuto Fabio Malberti, ex stradista (campione del mondo nella cronometro a San Sebastian, 1997) di cui si erano perse le tracce, e che ho da poco scoperto essere passato alla mountain bike.
Ma mi sento veramente un cretino quando vengono presentati ufficialmente, e mi rendo conto di aver appena avuto di fronte due campioni del mondo! Nino Schurter, iridato under 23 del cross country a Rotorua (Nuova Zelanda), davanti al nostro Tony Longo; e Ralf Naf, campione del mondo marathon a Bourg d'Oisans (Francia)!
Torno immediatamente da loro e mi scuso per la mia ignoranza: la mountain bike, in effetti, in Italia non è popolare come la strada. Nondimeno, se nessuno, ma dico proprio nessuno degli altri giornalisti se li fila, o sono più ignoranti di me in ciclismo o lo sono con le lingue straniere! Davide CassaniCompreso Davide Cassani, che sul palco del teatro giustificherà il loro silenzio dicendo che parlano solo tedesco: ma che lingua ho parlato, allora, io? sarà mica sceso su di me lo Spirito Santo come sugli apostoli il giorno di Pentecoste?
Oh, può darsi pure che il prosecco abbia fatto strani effetti sulla erre moscia più famosa del ciclismo; sempre sul palco, premiando Oscar Gatto, vincitore quest'anno di 12 gare e prossimo professionista con la Gerolsteiner, dirà: "Immaginate l'anno prossimo la zampata di Gatto che beffa Grillo!" (Paride Grillo, velocista comasco, ndr)

Francesco Moser e Filippo PozzatoSubito dopo, conosco anche Filippo Pozzato (nella foto con Francesco Moser) vincitore quest'anno della Milano-Sanremo; avendo parlato con i due svizzeri fino a pochi secondi prima, stavo per salutarlo in inglese; quando glielo dico, lui mi risponde "ehm, non è il caso, sai?"

La stella della serata è Ivan Basso, che torna quasi da martire, dopo aver vinto il Giro ed essere stato escluso dal Tour - nonché dalla CSC, la sua squadra - per sospetti contatti con il dottor Fuentes, che avrebbe dato a corridori come Jan Ullrich, Francisco Mancebo, Oscar Sevilla, Joseba Beloki... prodotti dopanti.
Ivan Basso e le missIvan è poi stato riammesso alle corse perché prove certe non c'erano. Comunque va detto che gli occhi non erano proprio puntati su di lui, almeno qui, ehm ehm...

Silvio Martinello e Jean-Marie LeblancPer la faccenda di Basso al Tour, e probabilmente anche per i ripetuti mancati inviti a Mario Cipollini, in passato, Jean-Marie Leblanc, patròn della gara a tappe francese che quest'anno ha lasciato il testimone, si beccherà un bel po' di fischi dal pubblico del teatro - non i miei, tengo a precisare; e Leonardo Coen, che nel 2003, su Repubblica si era chiesto cosa mai avesse vinto Patrice Halgand (leader della Jean Delatour, la squadra che era stata scelta al posto di quella del velocista toscano) oltre alla corsetta del foie gras (niente di strano: tipico delirio italiota), è bene che si informi, visto che Monsieur Halgand, l'anno prima, aveva vinto la tappa di Pau; e la Jean Delatour, successivamente, avrebbe portato a casa il successo sui Campi Elisi, con Jean-Patrick Nazon, un giorno anche maglia gialla.

Edita PucinskaiteTra i presenti, anche Edita Pučinskaitė, la campionessa lituana, ora trentunenne: il suo successo più importante è sicuramente quello della Grande Boucle - così viene chiamato il Tour femminile - nel 1998. E Michela, cicloamatrice, che in platea sarà seduta vicino a me, si sorprenderà nel sapere che ricordo il suo terzo posto al mondiale di Duitama di tre anni prima!

Muraro e la tortaÈ Leonardo Muraro, il presidente della provincia di Treviso (al suo fianco c'è il sindaco di Conegliano Floriano Zambon), a tagliare la torta preparata per l'occasione... slurp! e subito dopo, tutti giù per le scale verso il teatro.
Ai piedi delle scale i tifosi sono assiepati in attesa degli autografi, ed è imbarazzantissimo quando mi guardano sforzandosi di riconoscermi!
Potrei giocare un po', ma sarei subito sbugiardato dalla vulcanica Rossella, mia ex animata al Grest di Serravalle - "Alessandro (Petacchi, l'anno scorso, ndr), ti ricordi di me?" "Eeeeehhh..." - e da Tatiana, che dello spezzino è fan sfegatata, dispiaciuta che quest'anno non sia presente; Tatiana, ci vedremo alle corse!

Canzone del giorno: The Rasmus - Lucifer's Angel.

martedì 19 dicembre 2006

Gran Galà ciclistico 2006 (1)

(Meglio tardi che mai.)

Tornando dalla redazione dell'Azione, il settimanale diocesano con cui collaboro, dove ero passato a ritirare l'invito, mi sento importante leggendo il cartoncino. Nero, elegantissimo, con il logo della manifestazione; in particolare, mi esalto scandendo ad alta voce le parole in francese: c'est avec plaisir que nous vous invitons officiellement à la 22ème édition du Gran Gala cycliste international lundi, le 16 octobre - 20 h. 00, Théâtre "Accademia" , Conegliano (TV). À 18 h. 45, avant le début de la soirée, Vous séra apprécié hôte au foyer du théâtre, pour un buffet de bienvenu. Cette invitation est strictement personnel.

Dunque, come mi vesto? Casual come al solito oppure giacca e cravatta? Naaa, raga, questa è roba grossa, con invito ufficiale bilingue: eleganza ci vuole! Ora poi che non sbaglio più a fare il nodo della cravatta non mi ferma nessuno!
Ho appena stampato, per darci un'occhiata sul treno per Conegliano, le live coverages di cyclingnews.com della Paris-Tours e del Giro di Lombardia, le ultime due classiche della stagione, che mi sono perso. A dire il vero, avendo registrato la prima (v. Paris-Tours no-spoiler), preferisco non rovinarmi la sorpresa: così, salito a bordo, comincio a leggere quello del secondo.
Su questi reportage non sono segnati solo gli eventi della gara: si tratta di vere e proprie cronache, con osservazioni simili a quelle che fanno i nostri commentatori - per esempio, che il lago di Como è un buon posto per nuotare e prendere il sole d'estate, ma oggi, con le nuvole, i corridori sono liberi da ogni distrazione, come le ragazze italiane stese sul bagnasciuga. Trattandosi, inoltre, di australiani, compaiono anche perle come
Lecco, circondata da montagne, è la casa del noto scrittore Alessandro Mazzoni. Scrisse I Promossi Sposi, una storia di due giovani amanti che devono scappare dalle loro famiglie, navigando su una barca verso Monza.
Alla seconda pagina (di 6) tuttavia comincio a stufarmi, sicuro come non mai che il vincitore fosse il neoiridato Paolo Bettini. Come i peggiori lettori di gialli, sbircio in fondo alla sesta pagina dove c'è l'ordine d'arrivo, e come volevasi dimostrare: Paolo Bettini, Samuel Sanchez (vincitore a Zurigo) e Fabian Wegmann.
Scendendo, lancio una bella occhiata da ganzo alla ragazza che, dieci mesi prima, non era venuta al mio compleanno ("ora ti mangi le mani, eh?"), e mi incammino verso piazza Cima, dove è previsto un concerto della fanfara degli Alpini.

Nazareno BalaniA caccia di volti, finalmente riesco a darne uno al mitico regista Nazareno Balani! Scatto le prime foto, e quando vedo che la gente comincia a salire, presento anch'io il mio invito all'ingresso.
Ho fatto bene a scegliere un abbigliamento da cerimonia: in jeans e felpa non c'è nessuno! Anche i ciclisti - ma questo lo sapevo - sono supereleganti, ed è stupendo quando un giornalista del Gazzettino mi chiede l'autografo scambiandomi per uno di loro!
Un altro signore mi saluta; lo ricordo vagamente: è il pasticciere che ogni anno prepara la torta che conclude il buffet. Come lui faccia a ricordarsi di me, visto che l'anno prima al buffet non ero nemmeno presente, non è dato sapere. Ma poco importa.
Alessandro Fabretti al buffetLe pietanze sono ottime: magari Alessandro Fabretti, che più tardi presenterà, è abituato, ma io no, e così ne approfitto alla grande! (Ma non dite ai miei che ho mangiato anche i funghi, ghgh) Per la verità ho sempre il timore che il piatto mi scivoli dalla mano, e di entrare così di prepotenza nella storia del Galà ciclistico, ma per fortuna, se le sedie sono poche, qualche tavolo c'è.

sguardo minacciosoGli sguardi minacciosi dei presenti, quando punti loro la macchina fotografica, fanno parte dei (divertenti) incerti del mestiere: è anche un pretesto per conoscersi. Certo che un aspirante reporter timido è veramente il massimo...
In ogni caso, riesco finalmente a conoscere di persona Marzio Bruseghin, dopo averlo intervistato più volte telefonicamente. Lui è di Anzano, un quartiere a pochi chilometri da Vittorio Veneto (del Comune di Cappella Maggiore); lo seguo ancora da quando correva nella categoria under 23; una mia compagna di classe era sua amica. È un atleta che ammiro moltissimo per il suo impegno e la sua dedizione alla squadra. Quando, da gregario di Petacchi, si era piazzato nono al Giro, l'anno scorso, gli avevo chiesto se aveva mai desiderato fare classifica in una corsa a tappe: lui praticamente neanche ci aveva mai pensato; solo una vittoria di tappa sarebbe stata "la ciliegina sulla torta." Ora è campione italiano in carica della cronometro, e questa è finora la sua unica vittoria da professionista: spero davvero che possa giungere per lui un successo più importante, come me l'ero augurato per un altro gregario di lusso, José Luis Arrieta!

Franco PellizottiMi presento anche a Franco Pellizotti, vincitore quest'anno della tappa di Peschici del Giro d'Italia, e a sua moglie Claudia, di cui avevo sentito la voce nella segreteria telefonica, le svariate volte che avevo provato a chiamarlo per un'intervista!

Il seguito a domani :-)

Canzone del giorno: Wilco - Kamera.

lunedì 18 dicembre 2006

Musica in Alta Badia

I giornalisti Rai dovrebbero fare più spesso sciopero quando ci sono le gare di sci: grazie al loro silenzio, stamattina ho scoperto come siano attenti ai dettagli gli organizzatori dello slalom dell'Alta Badia.
Accendo il televisore mentre scende lo svedese Markus Larsson, settimo nella prima manche. Dagli altoparlanti del parterre si sente il commento alla sua prova, e in sottofondo si sente una canzone, in una lingua che non riconosco; ma io sono più concentrato sull'atleta, che passa al comando, scalzando il croato Kostelic.
Dopo di lui scende Felix Neureuther, figlio d'arte. Mi è simpatico il tedesco e spero che riesca a piazzarsi in testa, ma rovina tutto a poche porte dalla fine; anche qui si sente una canzone, ma non la riconosco. Idem per Thomas Grandi, il canadese di Bolzano.
Al contrario, non posso non riconoscere Born In The USA di Bruce Springsteen mentre scende Ted Ligety, lo statunitense campione olimpico della combinata; e poi Rock Me Amadeus di Falco (austriaco) con Benjamin Raich; e First Day Of My Life dei finlandesi Rasmus con Kalle Palander. No, però qua ci voleva la Ievan Polkka... e per la cronaca, l'altro giorno ho incontrato di nuovo quella ragazza che si è fidanzata con un finlandese: non conoscono la Ievan Polkka, vergogna!!!
Manca solo Stéphane Tissot: cosa ci avranno riservato come colonna sonora? Non lo sapremo mai, perché il mio coetaneo transalpino esce di gara dopo neanche dieci secondi.
Ah, a proposito: ha vinto Larsson.

Canzone della sera: Oasis - Songbird.

Abbracci gratis

Ieri, qui a Vittorio Veneto, era la giornata degli abbracci.

Concretamente: un gazebo al centro di piazza del Popolo (la piazza centrale) dove le impiegate dello sportello donna comunale dispensavano, a fronte di una libera offerta, prosecco e leccornie varie, e, per l'appunto, abbracciavano i passanti.

Io ho accettato volentieri gli abbracci delle due impiegate che sono venute da me, però il fatto che un gesto così bello, e così spontaneo, abbia bisogno di una giornata ad esso dedicata mi sconcerta non poco. Per non parlare della scritta abbracci gratis che campeggiava sui cartelli di cui le dette impiegate erano equipaggiate, tipo ragazze-sandwich: significa che di norma anche i sentimenti, ora, sono a pagamento?

Canzone del giorno: Mariah Carey - My All.

domenica 17 dicembre 2006

Oggi voglio ricordare una persona che non ho conosciuto.
Qualche giorno fa un amico e compagno di squadra di un mio compagno di scuola guida, ciclista junior, è morto a 18 anni investito da un automobilista che non ha rispettato la regola della striscia continua.

Signore, sia fatta la Tua volontà.

3ª d'Avvento

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In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa. (Isaia 11, 10)

sabato 16 dicembre 2006

Deux ex machina

Dal Padova dell'altro ieri:
Vanzina, il deux ex machina dei film natalizi [...]
Errore di battuta o lapsus lostiano?

venerdì 15 dicembre 2006

Musica d'Avvento (bis)

Leggo che la scuola di Bolzano di cui sotto ha cambiato idea: i bambini canteranno Stille Nacht. Beh, almeno lì la canteranno in tedesco, anziché in quello sgorbio di traduzione che è Astro del ciel.
E mentre la polemica prosegue, chissà se quell'insegnante inglese è stata reintegrata, dopo essere stata licenziata per aver detto ai bambini che Babbo Natale non esiste. Avete proprio ragione: noi crediamo alle favole.

Canzone del giorno: Badly Drawn Boy - River-Sea Ocean.

giovedì 14 dicembre 2006

Musica d'Avvento

Milano, teatro alla Scala: Roberto Alagna, tenore francese, abbandona la seconda rappresentazione dell'Aida diretta da Franco Zeffirelli per i fischi degli abbonati. «Non sono stato capito dal pubblico, per questo non ho voluto andare avanti. [...] Il pubblico vero, quello con il fuoco, con il sangue, non c'era. [...] Sono stato bravissimo, peggio per chi non l'ha capito. Alla Scala non tornerò più. Non è un teatro, è un'arena. [...] Ho fatto il si bemolle acuto e poi ribadito all'ottavo sotto, quindi ho aggiunto una frase, e questo è passato inosservato.»
Mah, anch'io tante volte ho aggiunto una frase alla fine dei miei temi di italiano, quando la conclusione non mi convinceva, e il voto rimaneva basso... Dove ha studiato Alagna non si facevano i temi?
Il titolo del Corriere non potrebbe essere più appropriato: la Scala fischia 'a lagna. D'altronde, trattandosi di lirica...

Padova, quartiere Mortise: in tre (su cinque) classi della scuola elementare "Elsa Morante" niente canti religiosi. Già un istituto di Bolzano aveva deciso di epurare Gesù dalle recite natalizie, "per non turbare gli alunni stranieri;" la stessa ragione che aveva portato, almeno in un primo momento, a vietare a monsignor Antonio Mattiazzo di essere presente all'inaugurazione di altre due scuole della diocesi patavina.
A me pare che gli unici ad essere "turbati" dal cristianesimo siano i laicisti de noantri, come quel tizio che, in una delle ultime tornate elettorali, pretese la rimozione del crocifisso (e la messa a verbale della medesima rimozione) durante la sua presenza nel seggio.
Nicoletta Cipolli - presumo sia la preside, l'articolo del Padova non lo specifica - assicura che la scelta della scuola di Mortise non ha niente a che vedere con la religione: «si tratta solo di svecchiare repertori ormai datati.» Bene: quand'è, allora, che i laicisti de noantri svecchieranno il loro repertorio, fermo a Peppone e don Camillo?
Si attendono la messa al bando della Divina Commedia, del Cenacolo di Leonardo - con buona pace di Dan Brown, la Maddalena non c'è - e delle Stanze di Raffaello. E visto che ci siamo, si attende anche l'arresto per i cori che, in giro per i quartieri, vanno cantando Jingle Bells.

Grazie!!!

(uso spudoratamente privato del mezzo pubblico)

A tutti coloro che si sono ricordati del mio compleanno... grazie davvero, non immaginavo proprio che sareste stati così tanti!
  • Anna: sei rimasta alzata apposta per me? :-$ a te lo lascio dire che i Grifondoro stanno un gradino sopra ai Corvonero, anche se sai pure tu che non è vero xD e Freakish is beautiful sempre e comunque!
  • Rachele: disegno bellissimo, come al solito ^_^ ... e ribadisco che della tua poca fiducia ti farò pentire!
  • Alice: prima o poi smetterò di sbagliare il mese del tuo compleanno, anche se ormai è una tradizione... ma l'esame?
  • Valerio A.: non sbagliavi, era il compleanno di qualcuno; ma verrà mai il giorno in cui riuscirai a leggermi qui?
  • Karin: non avevo dubbi che alla fine gli auguri me li avresti fatti nella lingua giusta ;-)
  • Lorenza: intenditore di metallo io? Ravenclaw Pride forever!
  • Tiziana: non ti ho ancora ringraziata per essere venuta venerdì al mercato dove io e i miei amici abbiamo venduto le nostre creazioni (e dove c'era il tagliere da me decorato, ndr); lo faccio ora!
  • Stefania: ce la faremo, parola di non-scout!
  • Eloisa: della nostra SCLL devo ancora scrivere :-$ ma poi una certa cosa la vorrò sapere... e questo è tutto quello che avevo da dire su questo argomento! ti voglio bene anch'io :-)
  • Michele (Elo, non è un caso che questo nome venga appena dopo il tuo, ndr): ce la faremo anche noi!
  • Lucia: Ole Einar Bjørndalen;
  • Stefano C.: tu mi mandi un sms di auguri, io ti chiedo se vieni agli spritz la sera e tu manco mi rispondi? pensiero maligno: non è che il messaggio era automatico?
  • Tatiana: Natale si avvicina, e al mercado di Bilbao ho comprato un delizioso piatto in mayolica che ornerà a dovere la tua casa grande!
  • Stefano Z.: devi farmi leggere gli insegnamenti di guida in diaeto veneto, se no come prendo la patente?
  • Manuel: non ricordavo nemmeno di averti detto quand'è il mio compleanno; se tu mi avevi detto il tuo proprio non lo ricordavo; scusa!
  • Silvia: tu in realtà non sapevi che era il mio compleanno, ma hai deciso di chiedermi aiuto in fisica proprio in questo giorno; vedi che la fisica serve a qualcosa?
Canzone del giorno: Outkast - Hey Ya!

lunedì 11 dicembre 2006

Nuovo album dei Beatles!

Per ricordare a distanza di anni una lettera su una rivista, la medesima deve averci colpito molto, specie se l'argomento è trito e ritrito come, per esempio, la dozzinalità della musica odierna a confronto con i giganti del passato.
In effetti, un intervento in tal senso, pubblicato sul vecchio Musica di Repubblica circa cinque anni fa, mi rimase impresso in maniera particolare, per lo stile in cui era scritto e per la quantità di elogi che avrebbe ricevuto.
Il frasario di Lorenzo Colugnati - così si chiama l'autore, circa due anni meno di me (*) - era quello delle grandi lamentazioni: ma dov'è finita la Musica con la M maiuscola? Beatles, Rolling Stones... gruppi come questi non torneranno più! ora sono avvolto dal fruscio del vinile di Abbey Road, conscio che questa è l'unica consolazione che mi è rimasta.

Ma ora può rallegrarsi Lorenzo Colugnati, e con lui tutti coloro che, sui numeri successivi della rivista, scrissero compiaciuti della presenza di giovani di buon gusto, non assoggettati alla logica del commercio. Annunciazio', annunciazio'! È uscito il nuovo album dei Beatles!
Non sto scherzando: lo spot in onda in questi giorni lo annuncia proprio in questi termini.

Ovviamente non c'è niente di nuovo: si tratta dell'ennesima compilation, stavolta di canzoni d'amore, nell'arrangiamento originale - come era stato fatto, un paio d'anni fa, per Let It Be... Naked: il medesimo album senza gli arrangiamenti di Phil Spector. Ma evidentemente, visto che c'è grossa crisi, i geni della Emi avranno pensato di far credere ai ggggiovani che i Beatles siano il nuovo che avanza. Nel frattempo io, colugnatiamente, mi consolo con I Might Be Wrong dei Radiohead; e voi?

(*) A proposito: io domani ne faccio 27, quindi vedete di fare il vostro dovere, ghgh!

domenica 10 dicembre 2006

2ª d'Avvento

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Il Signore parlò ancora ad Acaz:
«Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto».
Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?
Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.» (Isaia 7, 10-14)

sabato 9 dicembre 2006

Paris-Tours no-spoiler

Devo confessare una grave colpa: quando mi ero recato al Gran Galà ciclistico di Conegliano, lo scorso 16 ottobre, non ero a conoscenza del risultato delle ultime due classiche del calendario, ovvero Paris-Tours e Giro di Lombardia. Mi ero stampato le relative "live coverages" di cyclingnews.com prima di prendere il treno, ma durante il viaggio lessi solo quella della seconda, sicuro com'è vero Dio che era stata vinta da Paolo Bettini - e non mi sbagliavo. Ma soprattutto perché la gara francese l'avevo registrata, e se proprio qualcuno doveva rovinarmi la sorpresa, almeno non volevo essere io.
Alla cerimonia non fu fatto nemmeno un accenno, da cui immaginai che non l'avesse vinta un italiano: l'incertezza era salva.

Del resto, vedere le competizioni sportive in differita è la mia specialità: già da adolescente, quando facevo l'animatore al Grest parrocchiale, registravo la tappa del Tour e me la vedevo una volta tornato a casa, prima di cena - vabbè che in quegli anni le gare ciclistiche le guardavo e le riguardavo fino a impararmele a memoria, ma questa è un'altra storia - poi le Olimpiadi invernali di Nagano, che per l'orario italiano si svolgevano a notte fonda; quelle di Salt Lake City, durante le quali ero impegnato tutti i pomeriggi con il mio compagno a scrivere le relazioni del laboratorio di elettronica; e anche le partite dei Mondiali nippo-coreani.

Sta di fatto che, stavolta, la cassetta rimase al suo posto fino a un'ora fa.
GruppettoMa la magia, quando davanti a me (con o senza uno schermo in mezzo) una strada si riempie di corridori, è sempre la stessa. Anche perché l'unica classica che Eddy Merckx non ha mai vinto è sempre stata prodiga di finali inaspettati e spettacolari.
Spettacolare come la volata della prima edizione che vidi: quella del 1994, la prima grande vittoria per Erik Zabel. Un'edizione che era stata caratterizzata dalla lunghissima fuga di Emmanuel Mallet, ventiquattrenne della Aubervilliers '93-Peugeot.
La fuga, lì neutralizzata, andò invece in porto nel 2002, quando uno stratosferico Richard Virenque arrivò praticamente davanti al gruppo che già pregustava il sapore delle sue carni.
E anche quest'anno la corsa è stata animata fin dall'inizio. A poco meno di 30 km dalla conclusione gli atleti al comando sono cinque: Gasparotto, Moreni, Van Impe, Guesdon e Arvesen. Erano i superstiti di una fuga cominciata dopo appena 33 km. A circa 45" insegue un più numeroso drappello, proveniente anch'esso dalla medesima azione, e a 2' 20" il plotone, che recupera a vista d'occhio. 2' 00", 1' 40", 1' 20" ... dopo pochi chilometri i due gruppi inseguitori si uniscono, e appena prima delle salitelle finali il divario dai battistrada è di poche centinaia di metri.
Una volta erano due gli strappi: il Joue les Tours e la Côte du Petit Pas d'Âne. Quest'ultima c'è ancora, ma prima di essa vengono la Côte de l'Épan e la Côte du Pont Volant: sulla prima scatta Frédéric Guesdon, raggiunto nella successiva discesa da Kurt-Asle Arvesen. Io tifo spudoratamente per il transalpino, che dopo l'exploit alla Roubaix di nove anni fa è sempre rimasto in un quasi anonimato. Ho un bellissimo ricordo di quella Roubaix: era il mio ultimo anno di scuola, la foto di Guesdon campeggiò sul mio diario, e il suo nome in matita - non sono un vandalo, io! - sul mio banco; una ragazza di un'altra classe, che per un'ora usò la nostra aula, un giorno lo decorò... chissà chi era, e cosa pensò di colui che l'aveva scritto!
Per non parlare del fatto che appena due giorni prima di quella Roubaix ebbe inizio una saga che mi vide protagonista per quasi due anni; vittoriesi, su ché ve la ricordate di sicuro: madre e figlia, tentativo di fidanzamento combinato, Cansiglio...

Ma torniamo a noi. Il plotone ha un momento di incertezza, e il vantaggio della coppia, inizialmente di una dozzina di secondi, aumenta leggermente. Quello che basta per permettere loro di giocarsi la vittoria sulla mitica Avenue de Grammont.

Guesdon

Sotto la flamme rouge dell'ultimo chilometro è Arvesen davanti. Si ferma, vuole che passi Guesdon, ma il francese non cade nella trappola. A 250 m dall'arrivo Guesdon parte. Il norvegese, ex campione del mondo under 23, non lo raggiunge. Guesdon vince!!!!

Ecco. Avete visto? Come fosse stato in diretta.

Canzone del giorno: Atomship - Mothra.

lunedì 4 dicembre 2006

Di perfezione il coricar precoce

In occasione del 2º anniversario delle nozze, ripropongo qui l'epitalamio che avevo scritto a suo tempo per mia cugina Marta e Gianluca.

Sposi

Di perfezione il coricar precoce
e lo svegliar dal trillo fantasmino
si trovano a San Saba in Aventino
ad infilare anelli innanzi a croce.

Sciogliesi oggi la cintura veloce
e 'l cicalare giunge qui, vicino,
incalza amor per me, doman mattino,
brioso pari a cascata del Toce.

Fiume di vita in due meglio si guada:
di scivolare a fondo sì non sbagli;
la sovrastante bruma divien rada.

Temi tu al simposio ch'asino ragli?
Amaro spirito terrallo a bada
per questo non convien che t'attanagli

e s'odono i sonagli
cantare, alla cattiva e buona gente
insieme, tutti, appassionatamente.


Metro: sonetto caudato (cfr. Burchiello).
1. Marta, la sposa, è considerata quasi universalmente la ragazza perfetta. (Eh, se l'avessero vista in casa...) Per aspetto fisico, comportamento, rendimento scolastico... tutto. E come ogni ragazza perfetta che si rispetti, è solita andare a letto prestissimo.
2. Gianluca, lo sposo, dal cugino Carlo è stato soprannominato il familiare ignoto. Difficile trovare epiteto migliore. Solo due volte, in dodici anni di fidanzamento, avevo avuto l'onore di vederlo dal vivo. La sua presenza era testimoniata solo dagli squilli del cellulare di Marta, un'orrenda suoneria ispirata al tema del telefilm La famiglia Addams.
5. A voi la scelta: o intendete "rapidamente si allenta la cintura," per il tanto mangiare, oppure intendete "la cintura veloce," cioè nonno Nino, che quando eravamo bambini non risparmiava la cintura, "oggi si scioglie," cioè si commuove, perché, si sa, in fin dei conti è un buono. Cosa intendevo io?
Non lo saprete mai.
6-8. È noto che ai matrimoni l'argomento di conversazione preferito è "chi si accoppia con chi." Non che alle altre riunioni di famiglia la situazione sia granché diversa, ma ai miei parenti non va proprio giù che io sia serenamente single. Cosicché auspicano per me un amore brioso, spumeggiante come la cascata del Toce in Val d'Ossola (Piemonte).
12-14. Inizialmente il verso 12 era Temi tu ch'al simposio il fascio ragli? e il riferimento era a una certa persona nota per le sue sparate neonaziste nonché per le sue concessioni al bicchierino. Vedendolo perfino in chiesa, però, poi mi pentii e cambiai "fascio" in "asino." Ed effettivamente qualche asino ragliò.
15-17. Uno dei primi oggetti che Gianluca regalò a Marta, per Natale, quando erano fidanzati, fu un carillon che suonava il tema del film Tutti insieme appassionatamente. Un regalo proletario.

domenica 3 dicembre 2006

1ª d'Avvento (bis)

Non ho più scritto ciò che penso sulla questione chiesa/politica, e per certi versi è meglio così.
Da circa un anno e mezzo a questa parte (a buon intenditor...) di sicuro sono stato cristiano più a parole che nei fatti: informarsi è giusto, porsi delle domande anche, ma lasciarsi coinvolgere troppo da polemiche che, alla fine, poco hanno a che vedere con la spiritualità no. Soprattutto perché, almeno nel mio caso, ho perso drasticamente di vista quello che è il mio cammino: badare ai miei errori e alle cose che io devo migliorare.
E voglio che queste settimane siano una ri-partenza in questa direzione.

candela

Sarà piegato l'orgoglio degli uomini, sarà abbassata l'alterigia umana; sarà esaltato il Signore, lui solo in quel giorno, e gli idoli spariranno del tutto. (Isaia 2, 17-18)



Canzone del giorno: Muse - Map Of The Problematiqué.

venerdì 1 dicembre 2006

Bici d'occasione

Come si dice a Roma, ho flashato qualche giorno fa scendendo dall'autobus.
Perché questa mountain bike usata, a parte la marca (che è solo un adesivo, peraltro) e i parafanghi, è identica a quella che mi rubarono 13 anni fa.

bici d'occasione


Canzone del giorno: Blu Cantrell feat. L.O. - Waste My Time.