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mercoledì 30 novembre 2022

Videomapping a 2π

Fino al prossimo 18 dicembre, ogni sera il salone del Palazzo della Ragione di Padova viene illuminato dalle animazioni artistiche di Sidera Aurea, realizzato da Odd Agency e che decisamente vale il prezzo del biglietto.
Però, pensavo: non è del tutto esatto dire che si tratta di un videomapping a 360°. Si tratta di un videomapping a 2π, tanta è l'ampiezza, in steradianti, dell'angolo solido illuminato dai proiettori.

martedì 29 novembre 2022

Social-compleanni

Riaprire i social - dall'inizio della pandemia ho eliminato le app dal telefono - ormai serve solo a farmi rendere conto del perché si sta meglio senza. Fra le tante ragioni: perché così non si vedono foto di feste di compleanno restandoci male per non essere stati invitati.

Musica del giorno: Toshio Hosokawa - Blossoming.

domenica 4 settembre 2022

"Ma è evidente che..."

I bambini o ragazzi che scoprono di essere zebre, cioè persone ad alto potenziale cognitivo (v. post precedente), di solito vivono tale scoperta come una liberazione. Finalmente capiscono che quei comportamenti fino ad allora stigmatizzati come "strani", "inadatti" ... non sono dovuti a una loro colpa, bensì a come funziona il loro cervello.

Vale anche per gli adulti, ovviamente, visto che l'alto potenziale cognitivo non scompare con l'età come l'acne.

E una delle peculiarità delle zebre, spesso non compresa, è il prendere tutto alla lettera e non cogliere i sottintesi. Non compresa e, per l'appunto, trattata come un non saper stare con gli altri. Prima di scoprire di essere zebra, pensavo di essere tardo di comprendonio; poco sveglio; cresciuto fuori dal mondo.

Oggi ci rido, ma in situazioni come quella che ora racconterò mi trovavo continuamente, da piccolo.

Domenica pomeriggio. Visita a parenti o amici di famiglia - tipicamente con ottant'anni per gamba - al rientro dalle vacanze.


Parente o amico (con la voce chioccia): "sei stato al mare?"

Io: "sì".

Silenzio.

Il parente o l'amico torna a chiacchierare con i miei, discorrendo di persone o cose di cui io ignoro l'esistenza, e io vado nell'altra stanza a guardare 90º minuto.

Fine della visita, si torna a casa.

Mio papà: "Marco, ma perché fai sempre così? È evidente che se ti chiedono sei stato al mare? si aspettano anche che tu racconti qualcosa..."

Io: "e cosa dovrei raccontare?"

Già: cosa avrei dovuto raccontare? Cosa mai avrei potuto raccontare che avrebbe stimolato veramente il loro interesse, anziché un finto interesse di cortesia? Se l'interesse non fosse stato finto, non avrebbero avuto bisogno di mascherarlo con la voce chioccia.

Io sono una zebra

ma gli juventini non comincino ad esultare: non mi occupo di squadre minori, e al posto del cuore ho un bidone dell'immondizia. Al massimo possiamo parlare degli zebrahead: Playmate of the Year, ve la ricordate? Sono ancora in attività, per la cronaca.

Il primo commento che ho ricevuto dopo gli oltre otto anni di silenzio riguarda l'ultimo post che li ha preceduti, e che li annunciava - o meglio, che annunciava un silenzio sine die

In tale post constatavo la mia difficoltà nel tenere questo blog aggiornato; nel dare ad esso una linea precisa; nel tenere la barra dritta anche nello scrivere un singolo post. E, al contempo lamentavo la mancanza di interazioni.

Sia uno dei commenti che ricevetti all'epoca che il recente commento sopra menzionato, di fatto, mi fanno capire che si tratta di una contraddizione. Se scrivo in modo ingarbugliato non posso aspettarmi che la gente mi stia dietro, giusto? Mettiamoci che sono pure un insegnante...

Il punto, tuttavia, è proprio questo. Il blog, volente o nolente, rispecchia la mente di chi lo scrive, e la mia non è capace di procedere in modo lineare. O magari, opportunamente educata, lo è, ma è contro la sua natura.

Qualche anno fa - durante il lungo silenzio - una mia amica romana mi parlava delle lamentele delle maestre di sua figlia, e io mi sentivo come se fosse nata, anzitempo, la mia reincarnazione: erano esattamente le stesse lamentele che la mia maestra esprimeva a mio padre, quando ero alle elementari. Si distrae sempre; non segue; contesta tutto.

Non molto tempo dopo, la mia amica scoprì che la figlia è ad alto potenziale cognitivo, o plusdotata, o gifted che dir si voglia: e così scoprii anch'io di esserlo.

Nessuno se ne accorse, di me: si diceva solo che ero molto intelligente. Ma quando ero piccolo, perlomeno in Italia e a maggior ragione in un paese, nessuno sapeva di plusdotazione. Ancora oggi, secondo la psicologa Jeanne Siaud-Facchin, autrice di Troppo intelligenti per essere felici?, gli stereotipi sono tanti: "se è addirittura più intelligente della media, che problemi vuoi che abbia?" È sempre Jeanne Siaud-Facchin ad aver coniato, per chi si trova nella mia condizione, l'appellativo di zebra. Perché le zebre non sono mai state addomesticate dall'uomo: e se è l'uomo stesso ad essere una zebra, capite che c'è una contraddizione intrinseca?

Sul pensiero arborescente di una zebra, e sulle conseguenze di ciò, si possono trovare tantissime informazioni in rete e non serve che qui ve le riporti. Ma questo spiega, per esempio, perché un bambino plusdotato vada spesso fuori tema, nei compiti di italiano: se il compito non ha una consegna precisa, le idee si affollano. Spiega perché, delle volte, lo stesso bambino - o lo stesso adulto, visto che la plusdotazione ce la portiamo dietro per tutta la vita! - dia delle risposte che apparentemente incomprensibili a domande semplici. Semplici per chi non è zebra, s'intende.

E questo spiega perché i miei post siano così ingarbugliati.

Quindi, non meravigliatevi: con le contraddizioni ci vivo da sempre. Anzi, io stesso sono una contraddizione!

Canzone del giorno: zebrahead - You Don't Know Anything About Me.