domenica 27 novembre 2022

Il fisico che c'è in me

Due sere fa, un mio amico stava furiosamente facendo gli ultimi ritocchi a delle formule di struttura di composti organici, per la sua tesi di laurea magistrale in chimica. Doveva consegnare il lavoro entro la mezzanotte.

Ad un tratto, chiese agli altri presenti se avevano un "oggetto piccolo" da dargli. Nessuno ce l'aveva a portata di mano. Così il laureando strappò un pezzettino di carta assorbente da un rotolo che era sul tavolo e lo appoggiò sullo schermo in corrispondenza degli anelli carboniosi. Doveva confrontare le dimensioni degli anelli carboniosi disegnati in due diverse formule.

In quel momento mi accorsi che la tesi l'aveva scritta con Word, usando l'estensione ChemDraw per le formule chimiche.

"Per forza che devi fare così: non usi LATEX!" osservai io. Non avevo mai usato per disegnare formule di chimica organica, ma non avevo dubbi che esistessero dei pacchetti appositi. E infatti esistono: chemfig, xymtex...

Il laureando mi guardò malissimo.

"Lo so, qui emerge il nerd che c'è in me..." aggiunsi.

"No: qui emerge il fisico che c'è in te!" esclamò lui.

(Alle ore 23.09, la tesi fu consegnata.)

 Canzone del giorno: Trois Cafés Gourmands - La vie est fragile.

venerdì 25 novembre 2022

Impara la matematica!

Vengo a sapere grazie ai mondiali in Qatar dell'esistenza di Byju's, piattaforma per l'apprendimento a distanza con sede in India; e vengo a sapere oggi che, circa un anno fa, ha acquisito GeoGebra, software molto conosciuto tra gli studenti e gli insegnanti di matematica.

GeoGebra è abbastanza diffuso anche nelle scuole italiane, per quanto io non sappia quanti miei colleghi effettivamente lo usano e lo fanno usare anche ai loro studenti.

Ma ve le immaginate delle pubblicità del genere in Italia? 

Impara la matematica! Impara la scienza! Impara a programmare!

Figuriamoci. Questo è il Paese dove la gente si vanta di non sapere nulla di matematica, e dove "essere dalla parte della scienza" significa non credere in Dio - e, nel frattempo, credere che un virus contagi soltanto dalle 18 alle 6.

Canzone del giorno: Suede - Animal Nitrate.

giovedì 24 novembre 2022

Qatar 2022

Mondiale per niente interessante, sento dire da qualcuno. Partite loffie, sento dire da qualcun altro. Mondiale da boicottare per i diritti umani, da qualcun altro ancora.

Non fatemi ridere. L'unico motivo per cui sento dire queste cose è perché non gioca l'Italia.

E sapete che vi dico? Che a me va benissimo un mondiale dove non gioca l'Italia. Tutte le partite in chiaro: cosa posso volere di più? Tanto, non tifo Italia da quando non la allena più Arrigo Sacchi. E per un attimo ci ho creduto, quando Berlusconi ha detto che avrebbe varato una manovra che avrebbe garantito un milione di posti di lavoro.

domenica 13 novembre 2022

Arduino

Come insegnante di fisica, sto partecipando, in questi mesi, ad un corso di aggiornamento sul laboratorio. In sintesi: i relatori propongono a me e ai miei colleghi delle esperienze didattiche, preferibilmente con oggetti di uso comune, facilmente reperibili in commercio; e noi, nelle nostre scuole, dovremmo proporli agli studenti.

Tra l'anno scorso e quest'anno, alcune delle esperienze erano interessanti e divertenti: studiare come decresce il livello dell'acqua in un tubo verticale con un foro in basso (decrescita esponenziale); valutare l'ordine di grandezza della durata dell'impatto di una pallina di gomma con una superficie, quando rimbalza su di essa (sul vetro è dell'ordine dei millesimi di secondo; sul polistirolo espanso è dell'ordine dei centesimi di secondo); usare un LED come rilevatore di luce.

L'altro ieri, l'ultimo incontro cui ho partecipato, che è il primo di una serie di tre incontri, riguardava Arduino. È da quando ho cominciato a insegnare che sento parlare di Arduino (o di Raspberry Pi): sia ora, che insegno matematica e fisica, sia a maggior ragione qualche anno fa, quando insegnavo informatica.

Con Arduino - che, a quanto ho capito, in estrema sintesi è una scheda programmabile collegabile a sensori (di posizione, di luce, di rumore, di temperatura, di pressione...) e attuatori (LED, display, altoparlanti, motori...) - pare che io possa automatizzarmi anche la casa, se lo so programmare. A costo decisamente ridotto rispetto ai sistemi di domotica commerciali. Ma viene molto utilizzato anche per svolgere esperimenti scientifici.

Il costo di una scheda Arduino nonché degli apparecchi ad esso collegabili è decisamente abbordabile. Sul sito ufficiale ora ci sono pure gli sconti in occasione del Black Friday.

E pensavo, mentre il relatore ci faceva provare dei programmi semplici (come attivare un pulsante per accendere un LED, o raccogliere dati di luminosità da un sensore analogico):

se avessi oggi l'età dei miei studenti, sicuramente lo vorrei come regalo di Natale. E ci avrei smanettato alla grande.

Invece, l'altro ieri - e, a dire il vero, tutte le volte che ho sentito nominare Arduino o Raspberry Pi - il mio pensiero ricorrente era: no, troppo complicato. E non voglio perdere le mie giornate, quando magari fuori c'è un sole splendente, a rincretinirmi davanti a della silicaglia.

Il problema è che, magari non davanti a della silicaglia, ugualmente mi rincretinisco. Ecco perché questa sensazione non la vivo affatto come un bene.

Che mi succede?

Canzone del giorno: zebrahead - Licking on a Knife for Fun.

giovedì 10 novembre 2022

Indice e anulare

Una mia ex collega, insegnante di matematica e fisica, aveva avuto il mio stesso professore di Analisi matematica all'università, una quindicina d'anni prima di me; e raccontava che, secondo il detto professore, la matematica fosse "roba da uomini". La cosa non le ha impedito di laurearsi, in ogni caso: e non ricordo troppa vena polemica, nel suo racconto. Giusto un po' di sarcasmo.

Da diversi anni nelle università, sulle riviste di divulgazione scientifica nonché sulle "terze pagine" dei quotidiani imperversano iniziative per incentivare le studentesse ad iscriversi alle cosiddette facoltà STEM (science, technology, engineering, mathematics), a quanto pare ancora feudo maschile. Addirittura erano stati stanziati fondi dal ministero dell'istruzione, qualche anno fa, a tale scopo. Come mai nessuno pensi a incentivare gli uomini a iscriversi a lettere, psicologia o scienza della formazione primaria non è dato sapere, ma va be'.

Le riviste di divulgazione scientifica ho smesso di leggerle appena mi sono iscritto all'università; ma le pagine culturali dei quotidiani, che al contrario a lungo avevo continuato a leggere, da qualche anno non le reggo più. Non c'è numero dove non ci sia il piagnisteo della donna che, da piccola, veniva bullizzata perché le piaceva la matematica piuttosto che i romanzi rosa; o il calcio piuttosto che le bambole. Io preferivo le bambole al calcio, da piccolo, e mi è stato fatto pesare parecchio; ma va be'. (Giocavo anche con le macchinine: ecco perché su di me non si scrivono articoloni.)

Insomma, il mantra è: non esistono giochi da maschi o da femmine; non esistono materie da maschi o da femmine; non esistono mestieri da maschi o da femmine. E chi sostiene che le donne siano più predisposte per i lavori di educazione, di cura, di relazione... è un sessista e un fascista.

A parte il fascismo, che ormai si invoca anche quando qualcuno parla male dei Måneskin, io potrei anche essere d'accordo, e mi spingo oltre: io detesto l'espressione essere portato per... Quando un mio allievo mi dice di non riuscire in matematica perché non è portato, io gli rispondo: smettila di dire boiate e fila a studiare. Com'è che spesso i musicisti provengono da famiglie di musicisti? Perché hanno ereditato il gene del talento musicale, o magari perché fin da piccoli hanno sentito suonare in casa? Rasoio di Ockham in azione: la risposta esatta è la seconda.

Ieri sera, tuttavia, all'Eredità, a un certo punto compare una curiosa domanda:

Faccio una rapida ricerca, e a quanto pare uno studio esiste. L'ha condotto Mark J. Brosnan, dell'università di Bath, ancora nel 2010. Il testosterone e gli estrogeni, durante la gravidanza, sarebbero responsabili della lunghezza delle dita, e una maggiore quantità di testosterone promuoverebbe le aree del cervello dedicate al calcolo e alla misura, mentre una maggiore quantità di estrogeni svilupperebbe le attività verbali e la comunicazione.

Lo studio sarebbe stato condotto su un campione di studenti universitari. No sex differences are found, è scritto nel sommario, ma sbaglio o il testosterone è l'ormone maschile e gli estrogeni sono femminili? Ahi ahi ahi...

Canzone del giorno: Sugarstone - Heart Palpitations.

giovedì 22 settembre 2022

Slogan elettorale

"Il 25 settembre 2022 scegli la faccia come il culo" era un po' troppo difficile da scrivere. "Culo" si scriverà con la C o con la Q?

Canzone del giorno: White Lies - Trouble in America.

mercoledì 21 settembre 2022

Che cosa faccio venire in mente?

Alla fine dello scorso agosto venne a trovarmi un amico polacco, e domenica 28 lo portai a Ferrara. Dopo il castello estense, l'idea era di visitare anche la cattedrale o palazzo Schifanoia, ma ben presto ci rendemmo conto che la cosa più interessante era all'aperto. Era l'ultimo giorno del festival degli artisti di strada, e neanche io ci ero mai stato, nonostante sapessi della sua esistenza.

Mentre giravamo da un artista all'altro, io mi imbattei in un ex collega che non vedevo da parecchi anni, il quale mi disse: sai, vedendo tutti questi musicisti pensavo di incontrare proprio te, visto che sei così coinvolto in queste attività...

Caddi dal pero. Eravamo stati colleghi per un anno scolastico, e poi alcuni anni dopo quando io tornai in quell'istituto come commissario esterno di maturità: ci eravamo parlati, ma non così tanto. Forse, nelle conversazioni, avevo raccontato qualcosa del coro dove cantavo; oppure che avevo cominciato a studiare pianoforte da autodidatta.

Ma non pensavo proprio di poter essere associato ad attività musicali. Alla fisica o alla matematica, magari. Oppure alla noia: tante prese in giro a scuola lasciano il segno.

Sono soddisfazioni. E, nel frattempo, ora ho un'insegnante di pianoforte.

Canzone del giorno: Pixies - Vault of Heaven.

venerdì 16 settembre 2022

Riquadri e pillole

I colleghi insegnanti che hanno qualche anno più di me ricordano nostalgicamente i libri di testo di quando erano studenti: in bianco e nero, con poche illustrazioni, senza riquadri con curiosità varie o i riassunti dei concetti fondamentali. Li ricordano nostalgicamente perché era compito dello studente individuare i concetti fondamentali, costruire eventuali schemi... e lavorare, perciò, di matita ed evidenziatori.

Io sono abbastanza giovane per aver studiato su libri a colori, con un buon numero di illustrazioni e con i famigerati riquadri. Non c'è generazione che non abbia detto che ai suoi tempi sì che a scuola si costruiva la cultura, altro che al giorno d'oggi quando i giovani sono abituati ad avere tutto e subito. Uno dei motivi per cui lo si diceva quando ero studente io era proprio il formato dei manuali, per non parlare dei programmi delle TV commerciali con tante interruzioni pubblicitarie, a quanto pare responsabili dell'incapacità di concentrarsi.

Oggi sotto accusa sono i video di Internet con curiosità sul mondo animale, aneddoti sui personaggi storici, scoperte astronomiche: a causa di essi i giovani conoscono molte cose, più dei loro genitori; ma si tratta di una conoscenza frammentaria, che non forma una cultura.

Non serve scomodare Internet, per la conoscenza frammentaria. Peraltro, di quei manuali risalenti alla presunta età dell'oro - in bianco e nero, con poche illustrazioni e senza riquadri - io ne ho avuto qualcuno per le mani. Non c'era una singola frase non evidenziata da chi ci aveva studiato. Siamo sicuri che, con quei manuali, si imparasse davvero a individuare i concetti fondamentali?

Tuttavia, siccome gli anni passano anche per me, ammetto che quando sento parlare di cultura in pillole mi viene l'orticaria.

Canzone del giorno: The Mars Volta - Vigil.