venerdì 13 aprile 2012

Yessir! Yessir!


Oggi sono particolarmente incazzato, e anche un po' fascista.

Ce l'ho con Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano; con il senato accademico del medesimo istituto e con tutti i loro portaborse che li applaudono, primo su tutti il ministro Profumo. Capre (omaggio a Vittorio Sgarbi), ignoranti e venduti al miglior offerente.

Per decisione degli illustrissimi summenzionati, dal 2014 i corsi di laurea magistrale del Politecnico saranno interamente in lingua inglese.

Ebbene: se già vi stavate preparando il predicozzo sulla realtà dei fatti e sull'inglese ormai lingua internazionale, siete pregati di cambiare blog. Primo: se mi sfidate sull'inglese, sarei capace di rompervi anche la falange del mignolo del piede. Secondo: non ho voglia di discutere con voi. Non oggi.

La lingua italiana è una delle più amate al mondo. Non c'è un solo straniero - e ne ho conosciuti tanti, credetemi - che non la senta come musica. E noi che facciamo? Arriva uno con un lieve accento britannico, e noi yessir! yessir! ai spikke perrefeccheteli inglisce, sir!
Molti stranieri che arrivano in Italia, e che frequentano ambienti accademici, non imparano mai l'italiano, perché tutti si rivolgono loro in inglese.

Accusiamo di snobismo i francesi perché traducono tutto (gli spagnoli no però: chissà come mai), e nel frattempo buttiamo nel cesso la nostra lingua, figlia di una delle civiltà più gloriose di tutta la storia dell'umanità, in favore di parole inglesi che magari non hanno nemmeno il significato che noi crediamo. C'è gente che si sente figa a dire skill anziché abilità. Non so se siano più insopportabili loro o gli ex classicisti che ti sommergono di parole latine, o meglio ancora greche, per metterti a tacere.

C'è chi dice che la scienza è un linguaggio universale, che si serve di una lingua solo per essere compresa dagli uomini. Balle. Se fosse vero, tutte le pubblicazioni partirebbero alla pari e sarebbero giudicate solo in base al contenuto. Al contrario, come denunciato da Gianluigi Beccaria sabato scorso su Tuttolibri, solo la lingua rende una pubblicazione in inglese degna di maggiore considerazione rispetto a una in italiano.

Non è in discussione la necessità di imparare l'inglese. È vero, la quasi totalità della letteratura scientifica è in inglese. Ma se io, docente, devo insegnare una materia in italiano, faccio lo sforzo di trovare le parole giuste. Arricchisco il mio vocabolario e lo faccio arricchire ai miei studenti. Questa decisione del Politecnico di Milano, che a quanto pare è adottata anche da altri istituti, stabilisce che l'italiano non è adatto a parlare di scienza. In barba a de Saussure, e alla potenzialità di qualsiasi lingua, intesa come sistema composto da una morfosintassi, uno spazio fonologico e un vocabolario, di esprimere qualsiasi concetto.

Le lingue muoiono quando i parlanti si sentono degradati ad usarle. La cultura di un popolo è veicolata dalla sua lingua. Muore la lingua, muore anche la cultura. Ha ragione chi dice che, per immergersi veramente nel pensiero classico, occorre conoscerne le lingue. Non ditemi che la cultura è ormai cosmopolita, lo so già. Ma la ricchezza di una cultura globale sta nella sua pluralità, come un disegno multicolore.

Ma l'italiano, c'è qualcuno che veramente lo ama? Meglio: l'Italia, c'è qualcuno che veramente la ama?
Mi consolano, per ora, il 55% e il 60% di contrari all'insegnamento in inglese sui sondaggi rispettivamente di Sole 24 Ore e Stampa. Ma rispondetemi anche voi; significativamente prima degli Europei di calcio, grazie.

Canzone del giorno: David Guetta feat. Sia - Titanium.

15 commenti:

  1. sono d'accordissimo con te...ma un dubbio mi sorge spontaneo...i prof, saranno anche loro inglesi? perché sentir parlare l'inglese da un italiano...beh...non è poi così entusiasmante!(con tutto rispetto per chi lo sa parlare benissimo!)

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    1. Michi, volevo dire anch'io questa cosa, ma immagino già l'obiezione: è un chiaro segno che gli italiani sono provinciali, gli italiani devono imparare l'inglese, eccetera. La verità è che parlare fluentemente e liberarsi dell'accento italiano (così come di quello francese, spagnolo, tedesco, greco ecc.) richiede uno sforzo molto maggiore rispetto al semplice comprendere la lingua. Io forse sono stato abituato troppo bene, perché mio papà era insegnante di inglese e lo parlava meglio di un giornalista della BBC, ma sentire parlare inglese stentato e con forte accento mi fa fare il doppio della fatica, unita al fastidio. Una lezione del genere è incomprensibile anche per gli stranieri: meglio una lezione in buon italiano; e gli stranieri potrebbero anche fare un minimo sforzo per impararlo, visto che in fondo è la lingua del Paese nel quale al momento vivono...

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  2. io invece sono d'accordo. L'inglese degli italiani è pessimo! e poi sono solo due anni...

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  3. Io sono d'accordo con te, Marco! Ma figurati che già all'asilo iniziano a impararsi le lingue straniere... Oramai imparare l'italiano e un cliché.

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  4. Lo conosci questo?
    http://stopitanglese.it/

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    1. Ciao Arte! Certo che conosco quel sito, e condivido in pieno l'articolo sui prestiti stranieri: niente purismo, ma nemmeno creolizzazione.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. ... confesso di avere gettato tristemente la spugna quando al Governo è comparso il ministero del Welfare... :(

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  7. da professoressa di italiano, non posso che essere d'accordo.
    uno studente universitario dovrebbe
    - padroneggiare PERFETTAMENTE l'italiano in tutte le sue sfumature e in tutti i suoi registri
    - avere una buona conoscenza dell'inglese (livello B2 del QCE)
    - avere la possibilità di seguire dei corsi di inglese tecnico riferiti alle proprie discipline di studio
    - avere la possibilità di seguire 1 o 2 corsi in lingua starniera e/o all'estero.

    OT: agiorna il link al mio blog: splinder è morto ormai da mesi! :)

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  8. Super d'accordissimo con te!
    Viva l'italiano, una lingua sublime che dovrebbero conoscere tutti. Ma perché noi, in Italia, a casa nostra, dobbiamo parlare straniero?
    Ma cose da pazzi!

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  9. Ricordo un ragazzo più grande di noi, in una notte a Creta, che mi disse "Voi ragazze italiane, quando parlate, è come ascoltare una musica".

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    1. Ciao :-) Ma per caso quel ragazzo era greco? Perché sappia che io quando sento parlare la sua lingua ho la stessa sensazione (e quando la parlo mi sembra di cantare) xD

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  10. Marco naturalmente sono d'accordo con te. Io studiavo all'Università per Stranieri di Siena, dove l'inglese era lingua straniera come le altre, e gli studenti stranieri (il 90% ma la stima è mia) parlavano italiano meglio di me: facevano un test d'ingresso per dimostrare un livello di lingua sufficiente a seguire lezioni in italiano e a sostenere esami in italiano; e venivano bocciati se non si esprimevano in corretto italiano (quindi non parlo della pronuncia, dell'assenza di accento, quello ce l'abbiamo anche noi italiani).
    Ed è come dire che qualsiasi cosa si voglia studiare, prerequisito non è aver conseguito un diploma, ma conoscere l'inglese. Vabbe' non mi dilungo, perché hai già detto tu il 90% (la stima è mia) di quello che avrei detto anch'io ;)

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  11. L'italiano non si Taglia!
    Tutti e ciascuno, anche con le proprie famiglie, al Politecnico di Milano in Piazza Leonardo da Vinci 32 mercoledì 20 giugno dalle 10 alle 15 perché l’italiano non deve fare la fine del tibetano. Tutti coi forconi (gonfiabili, ovviamente) contro il genocidio linguistico degli italiani deciso al Politecnico milanese dove un Rettore ed un Senato Accademico di una ventina di persone hanno deciso non s’insegnerà più in lingua italiana.Sono centinaia e centinaia i libri italiani che verranno sostituiti da quelli inglesi! Verranno assunti docenti madrelingua inglese, e via dicendo.Una cosa del genere non è mai accaduta in Europa né sotto occupazione nazista né nell’Europa dell’Est sotto il regime sovietico!Tutto il sangue versato e le vite immolate per la libertà degli italiani attraverso 1 Risorgimento, 3 guerre d’Indipendenza Italiane, 2 guerre mondiali e 1 Resistenza antifascista italiana… per ritrovarci discriminati come italiani nelle nostre stesse università statali! ”È una follia!” come ha dichiarato il Giudice della Corte Costituzionale Paolo Grossi.Chiediamo a ciascuno, oltre alla partecipazione e adesione, di contribuire per quel che può, anche un euro, alle spese di manifestazione: striscione, cartelli, forconi (gonfiabili), gazebo, di trasporto, etc. facendolo all’indirizzo:http://www.buonacausa.org/al-politecnico-per-difendere-litalianoPer chi ha FB può aderire al’iniziativa qui:
    http://www.facebook.com/events/333813060027875/

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